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Notiziario PNS n. 15/2020 469
NOTE
1 Queste medaglie non sono firmate e solo un attento esame stilistico ci orienta verso la loro attribuzione
al Guazzalotti.
2 Un tratto della quale corrispondeva all’incirca all’attuale via dei Banchi Vecchi. Era chiamato via Papalis
l’itinerario che il papa appena eletto seguiva, con una solenne cavalcata, dal Vaticano alla basilica di san
Giovanni in Laterano per prendere possesso, come vescovo di Roma, della sua cattedrale. Il percorso non
sarà sempre lo stesso; uno dei più costanti nel tempo fu quello che da san Pietro raggiungeva il Laterano
passando per ponte sant’Angelo, i Banchi, via del Pellegrino, il Campidoglio, il Foro Romano e lo stradone
di san Giovanni.
3 Attuale palazzo Sforza-Cesarini. Quando Rodrigo Borgia divenne papa Alessandro VI lasciò il palazzo al
cardinale Ascanio Sforza. L’edificio fu in seguito assegnato in parte pure ai nipoti di papa Giulio II, e qui
i cardinali Sforza e della Rovere svolsero le funzioni di vicecancellieri della Chiesa, adattando il palazzo a
Cancelleria fino a quando papa Leone X non ne trasferì gli uffici al palazzo Riario. Allora l’ex palazzo Borgia
fu soprannominato della “Cancelleria Vecchia”. Nel 1536 il palazzo tornò alla famiglia Sforza, che nel 1697
si imparentò con la famiglia Cesarini e così il casato si unificò negli Sforza-Cesarini.
4 Per i vari spostamenti della Zecca di Roma, ho tenuto presente pure il lavoro di antonucci 2003, pp. 117-
164.
5 Con la Bolla pubblicata solennemente nella basilica romana di san Marco il 25 aprile 1468.
6 Numismata Romanorum Pontificum praestantiora a Martino V ad Benedictum XIV per Rodulphinum
Venuti cortonensem aucta ac illustrata, Romae MDCCXLIV, p. 27.
7 Palazzetto del Quattrocento, fu originariamente proprietà di Lorenzo Bonadies, Conservatore capitolino,
appartenente al ramo dei Bonadies detto del “Cardinale”, da Bonadies de Bonadie Romano, che fu appunto
cardinale nel 1155. Tra gli altri membri di questa Famiglia si segnalano due Camerlenghi, Giovanni nel 1460
e Gaspare nel 1486. Alla fine dell’Ottocento, questo palazzetto fu restaurato, ma in parte anche modificato
in occasione della realizzazione del Lungotevere e la contemporanea scomparsa di piazza di Ponte sant’An-
gelo sulla quale si affacciava.
8 Tre mesi prima di quel dicembre del 1464, cioè nel settembre precedente, erano stati stipulati i capitoli
della Zecca sempre con Pietro Paolo di Francesco della Zecca, ma insieme a Pietro Aloisi.
9 Martinori 1917-1922, fasc. 5, p. 53.
10 Questa via prese ben presto il nome di via del Pellegrino dall’insegna – sembra – di un’osteria che, per
essere su quella direttrice per la basilica di San Pietro venendo da Campo de’ Fiori, era percorsa in conti-
nuazione appunto dai pellegrini.
11 Paride de graSSiS, Diarium (Biblioteca Apostolica Vaticana, Vatic. Latin. 5635), cit. in Martinori 1917-1922,
fasc. 6, p. 41.
12 Il giulio si chiamerà anche “paolo” al tempo di Paolo III e di Paolo IV.
13 Detta pure Canale di Ponte; in seguito, via di San Celso, quindi via de Banchi e, dalla metà del Seicento,
via del Banco di Santo Spirito.
14 Questa chiesa venne demolita quando Giulio II volle allargare la strada proprio nell’ambito dei lavori per
la Zecca. Lo stesso Giulio II incaricò quindi il Bramante di ricostruirla, a partire dal 1509. Ma i lavori venne-
ro poi sospesi e la chiesa fu completata, ma in tono minore rispetto al progetto del Bramante, solo nel 1535.
15 Opusculum de mirabilibus novae et veteris Urbis Romae editum a Francisco de Albertinis clerico floren-
tino dedicatumque Julio secundo Pomt. Max. Romae, MDX, f. 89.
16 Le spese sostenute dai Fugger per tali lavori furono riconosciute da papa Leone X con un suo motu pro-
prio del 13 gennaio 1515; cfr. A. S. V. Arm XXIX, Divers. Cameral., t. 64, f. 123.
17 MilaneSi (cur.) 1981, vol. IV, p. 159.
18 In favore dell’attribuzione di queste due medaglie a Gian Cristoforo Romano ci sarebbe pure, oltre agli
aspetti stilistici, un documento di pagamento del 15 novembre 1509 che attesta che fu “Pagato a Gian
Christophoro Scolptore D[ucati] 29 per coniare duo medaglie delli edifici di Roma e Civitavecchia”. Ma tale
documento, che parla di due edifici di Roma e di Civitavecchia non meglio specificati, è stato da tempo
riconosciuto dalla maggioranza degli studiosi come il frutto di una falsificazione moderna.
19 Come abbiamo avuto già modo di sottolineare, la rottura successiva del conio e il suo rifacimento hanno
dato origine ad altre versioni di questo dritto.
20 Sull’origine di questo soprannome ci offre una divertente spiegazione Benvenuto Cellini: ...e questo so-
pranome gliene mise un certo spagnuolo per dispregio...guardandolo un tratto in viso con quel loro altiero
modo subito gli disse “Hai cara d’osso”, che vuol dire “aspetto di culo”. Ora questo suon di voce piacque
La nascita deLLa medagLia a Roma G. Alteri
Libro PNS 15.indb 469 03/03/21 19:00

