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468 Medaglie devozionali della bottega Hamerani
capolavoro assoluto del Barocco romano, innalzato sull’altare papale della basilica di san
Pietro in Vaticano. Rinomata soprattutto per la fusione di campane, statue, cibori e tante altre
opere pure grandi e di un certo impegno, il suo massimo esponente, Girolamo Lucenti, polie-
drico genio qual era, oltre ad essere un ottimo fonditore secondo la tradizione della famiglia,
mostrerà un vivo interesse pure per la balistica e l’artiglieria; ma si rivelerà anche un abile
incisore di medaglie devozionali e soprattutto di splendide medaglie dedicate ai personaggi
in vista del suo tempo.
Naturalmente non dobbiamo dimenticare tutti gli altri grandi medaglisti come, solo per
citarne alcuni, Giuseppe Vismara, Ferdinando di Saint-Urbain, Pietro Paolo Borner, Filippo
Cropanese, Tommaso Mercandetti, a cui bisogna aggiungere tantissimi altri, i quali, pur non
appartenendo a dinastie di incisori, lasciarono a Roma un’orma indelebile nell’arte medagli-
stica del loro tempo.
Alle grandi e famose officine “dinastiche” citate bisogna aggiungere tutte quelle altre
piccole botteghe dei “medajari”, con annessa fonderie artigianale, disseminate soprattutto
lungo le vie maggiormente frequentate dai pellegrini, come via dei Coronari, specializzate
nella realizzazione e vendita delle piccole medaglie devozionali, tanto più che papa Alessan-
dro VII (1655-1667) concederà proprio ai medajari, che aprivano la loro bottega-laboratorio
in una di queste strade “turistiche”, particolari agevolazioni fiscali.
Proprio gli artisti delle storiche famiglie di incisori, come pure i singoli medaglisti, senza
antenati e senza discendenti più o meno celebri nell’arte del conio, innalzarono, soprattutto
nei secoli XVII e XVIII, la medaglia romana, papale e non solo, alle vette più alte dell’arte.
Arte che certamente non caratterizzò, o sfiorò appena, le medagliette devozionali dei meda-
jari romani; medagliette, che sono comunque testimonianza di una fede semplice, popolare,
a tratti anche ingenua, ma pur sempre sincera e profonda del popolo.
giancarlo alteri
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