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                   fig. 17 – BiBlioteca aPoStolica Vaticana, Medagliere. Moneta da un giulio di Leone X con, al rovescio, la Basilica di
                   San Pietro (cat. 20; mm 28). Fuori scala. © by Biblioteca Apostolica Vaticana.




                   vuol dire che l’incisore aveva davanti a sé un modello diverso da quello su cui si era basato
                   il Caradosso.
                         Considerati gli anni in cui queste monete entrarono in circolazione, è probabile che la
                   costruzione sul loro dritto rispecchi uno dei progetti a cui in quegli stessi anni stava lavoran-
                   do Raffaello insieme al Sangallo, al Peruzzi ed ancora, forse, a fra’ Giocondo. Il rilievo dato
                   dall’incisore sia alle due torri campanarie sia al blocco centrale particolarmente slanciato,
                   dove il tamburo circondato da colonne appare più alto e la lanterna della cupola più elabora-
                   ta degli stessi elementi architettonici raffigurati sulla medaglia di fondazione del Caradosso,
                   avvalora quest’ultima ipotesi, anzi ci incoraggia a pensare che l’incisore si sia servito proprio
                   dei vari progetti preparatori dell’Urbinate e del suo staff.
                         Qualche problema di interpretazione lo offre, al rovescio di questi giulii, pure l’edificio
                   sacro che Leone X inginocchiato offre a san Pietro seduto di fronte a lui, secondo l’icono-
                   grafia ormai consolidata della dedicatio ecclesiae, molto diffusa nell’arte pittorica e musiva
                   medioevale. Tale edificio dovrebbe raffigurare, secondo un’opinione accettata da molti, non
                   tanto il modello della facciata della nuova basilica, quanto il tegurium, che il Bramante verso
                   il 1513 aveva cominciato a costruire per proteggere, come abbiamo detto, dalle intemperie, e
                   non solo, l’antico altare maggiore e la vecchia abside, in modo che fosse possibile lo svolgi-
                   mento delle funzioni liturgiche, prima di tutto della Cappella Papalis.
                         Anche la costruzione raffigurata su questi rovesci, infatti, mostra, come il tegurium,
                   tre campate ad un piano, separate da colonne. Ma la campata centrale appare più larga di
                   quelle laterali, che sono articolate da nicchie sormontate da oculi-nicchia, mentre sull’ampio
                   timpano poggia una specie di cupola molto stretta, con finestre tonde e lanterna: un edificio,
                   insomma, che nella sua struttura complessiva con molta fatica si può paragonare al tegu-
                   rium, anche se pure in questo caso incolpassimo delle notevoli differenze tra la costruzione
                   del Bramante e la sua raffigurazione sulle monete la possibile superficialità e trascuratezza
                   dell’incisore o il solito diametro della moneta, troppo stretto per permettere una riproduzione
                   dell’originale più fedele, specialmente nei particolari.
                         Né tanto meno si riesce a riconoscere nella chiesa che papa Leone offre al Principe degli
                   Apostoli l’alzato di uno dei diversi progetti del nuovo san Pietro elaborati in quegli anni; ep-
                   pure la legenda che gira intorno alla raffigurazione non dà adito a possibili equivoci: PETRE
                   ECCE TEMPLVM TVVM (fig. 17).
                         Non rimane altro che supporre che l’incisore, tenendo presenti i disegni del tegurium,
                   allora in fase di completamento ed i suddetti progetti della basilica in costruzione, si sia ispi-



                   La nascita deLLa medagLia a Roma                                                       G. Alteri





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