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Origini e sviluppo del progetto
Il progetto SUE nasce alla fine degli anni ’90 quando l’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici,
Architettonici, Artistici e Storici del Ministero, con decreto dirigenziale del 15 novembre 1999, inca-
rica la Soprintendenza di Pisa di sviluppare un Sistema Informativo di supporto agli Uffici Espor-
tazione e all’Ufficio Centrale.
Con l’entrata in vigore della Legge 30 marzo 1998 n. 88 veniva infatti introdotto un limite di
pochi giorni in cui il Ministero era tenuto a esprimere il proprio parere. La nuova normativa appor-
tava alcune modifiche alla Legge 1° giugno 1939, n. 1089, tra cui l’abrogazione dell’articolo 37, in
cui era prevista la tassa all’esportazione:
1. L’attestato di libera circolazione [ ] è rilasciato dall’ufficio di esportazione non prima di
quindici giorni e comunque non oltre quaranta giorni dalla presentazione del bene.
2. L’ufficio di esportazione, entro tre giorni dall’avvenuta presentazione del bene, ne dà
notizia al competente Ufficio centrale che può, entro i successivi dieci giorni, inibire il
rilascio dell’attestato di libera circolazione. […].
La Soprintendenza, nella fase di sviluppo del progetto, si è avvalsa della Scuola Normale Su-
periore, con cui ha stipulato una Convenzione quadro di ricerca e studio nel febbraio 1998, e del
Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Pisa .
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A seguito dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D Lgs. 22
gennaio 2004 n. 42), attuale normativa che regola la tutela dei beni culturali, le procedure
degli Uffici esportazione hanno subito modifiche importanti che hanno richiesto un aggior-
namento di SUE. Fra queste l’annullamento del potere di inibizione da parte della Direzione
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generale in sede di esportazione e dell’autocertificazione relativa alla provenienza dei beni
in ingresso .
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Un’intensa attività di ricerca e studio è stata pertanto condotta dalla Direzione generale, a par-
tire dal 2003, per normalizzare la prassi che gli Uffici, in assenza di un regolamento di attuazione
del Testo Unico e del Codice, avevano messo a punto nel corso degli anni. Si è trattato di elaborare
una modalità condivisa di azione, discutendone i termini esatti con tutti gli addetti che nel corso
degli anni si sono specializzati sui temi dell’esportazione. All’occorrenza è stato richiesto il parere
all’Ufficio legislativo del MiBAC.
Obiettivi di SUE
Lo sforzo dedicato a uniformare i procedimenti in uso presso tutti gli Uffici territoriali è
coinciso con la revisione di tutta la modulistica dedicata al settore, propedeutica alla informa-
tizzazione di una architettura in grado di prevedere tutti i passaggi dell’azione amministrativa
individuandone gli attori.
L’impegno maggiore è stato quello inerente l’attività di controllo sui beni in transito, rafforzata
grazie all’uso di un unico sistema generale finalizzato all’esercizio della tutela. Ad essa concorrono
la possibilità di conservare, in maniera organizzata e fruibile, tutti i dati relativi agli iter procedurali
in capo agli Uffici esportazione. È in tal modo garantita, anche ai privati interessati, la trasparenza
e l’accessibilità allo stato di avanzamento dei procedimenti, così come previsto dalla legge 7 agosto
1990, n. 241 e successive modifiche.
Concorrono all’attività di tutela gli strumenti forniti dai sistemi di interoperabilità che garanti-
scono la consultazione immediata dei beni sottoposti a vincolo presenti nel SIGEC e di quelli og-
getto di indagine da parte dei Carabinieri, quali furto o semplice accertamento della provenienza,
consultabili nel DB “Leonardo”. La consultazione online permette anche di controllare che un bene
non sia già stato fermato da un altro Ufficio esportazione per sottoporlo al diniego, cioè al vincolo
all’esportazione, che ne impedisce l’uscita definitiva dal territorio nazionale .
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EsportazionE in rEtE: la tutEla on line C. Ammannato

