Page 382 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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          l’Azione Di ContrAsto

               Nell’anno appena trascorso il Comando CC
          TPC ha deferito all’Autorità Giudiziaria, comples-
          sivamente  1128 persone, confermando sostan-
          zialmente quanto realizzato nell’anno precedente
          soprattutto nel numero delle persone sottoposte a
          provvedimenti restrittivi della libertà personale (45
          nel 2011 e 44 nel 2010).
               Sembra opportuno esprimere qualche valu-
          tazione in merito al numero delle persone tratte
          in arresto, che evidenzia l’efficacia dell’azione re-
          pressiva espletata ove si consideri che il numero
          delle persone ristrette in carcere su provvedimen-
          to dell’Autorità Giudiziaria è salito al numero di
          33 rispetto ai 29 dell’anno precedente, con l’incre-
          mento del 13,79 %, dato significativo della qualità dell’attività investigativa espletata per raccoglie-
          re  gli elementi di prova a carico dei soggetti ritenuti responsabili dei reati di maggiore gravità.


          Associazioni per delinquere

               L’attività di contrasto posta in essere nei confronti delle organizzazioni criminali dedite alla
          commissione di delitti in danno del patrimonio culturale merita, nell’ambito dell’azione di contrasto,
          un capitolo a se stante in quanto ha consentito l’individuazione e la disarticolazione di 8 associazio-
          ni delinquenziali, di cui 4 sodalizi operanti nel campo della contraffazione e commercializzazione
          di opere d’arte contemporanea, 3 operanti nel settore dei reati contro il patrimonio quali furto,
          ricettazione e truffa, ed 1 operante nel campo dei beni archeologici e più in particolare degli scavi
          clandestini. La distribuzione geografica in questo specifico ambito vede  le Regioni della Campania
          e della Calabria interessate ognuna da 2 associazioni criminali, mentre le rimanenti risultano inse-
          diate operanti in Sardegna, Lazio e le regioni del centro-nord Italia.
               Un discorso a parte va fatto per i promotori e componenti delle associazioni criminali in ar-
          gomento, che per quanto attiene quelle finalizzate alla contraffazione e commercializzazione di
          dipinti d’arte contemporanea annoverano elementi gravitanti nel settore dell’arte e/o in possesso di
          specifiche professionalità che si avvalgono dei canali commerciali ufficiali per veicolare più agevol-
          mente le opere oggetto della contraffazione. Per quanto riguarda l’associazione operante nel setto-
          re dei reperti archeologici, l’aspetto che ha maggiormente sorpreso gli investigatori è stato invece
          quello di trovarsi di fronte a soggetti con un’attività lavorativa estranea al mondo dei beni culturali
          ma accomunati dall’interesse di ottenere consistenti guadagni dallo scavo clandestino e dall’illecita
          commercializzazione dei reperti, che venivano collocati presso privati collezionisti disposti a pagare
          senza problemi. Altro tipo di valutazione emerge dall’analisi dei soggetti componenti le rimanenti
          tipologie di associazione, dedite alla commissione dei reati contro il patrimonio, che invece traggo-
          no sostentamento dalle attività criminali indipendentemente dal fatto che si tratti di beni culturali.
          Ne sono conferma i numerosi precedenti penali a carico degli stessi.

          Nel dettaglio si riporta una sintesi dei dati concernenti le singole associazioni criminali:
          •      20 gennaio 2011, a conclusione dell’operazione denominata in codice “RO.VI.NA.”, nei co-
               muni di Eraclea (VE), Fiorenzuola d’Arda (PC), Casal di Principe (CE), Casapesenna (CE), San
               Cipriano d’Aversa (CE), Castel Volturno (CE), Cesa (CE), Maddaloni (CE), Bacoli (NA), Acerra
               (NA), Pompei (NA), Boscoreale (NA), e Taranto venivano tratte in arresto 5 persone in qua-
               lità di promotori dell’associazione a delinquere localizzata nel territorio campano e dedita al
               traffico illecito di reperti archeologici scavati clandestinamente dai siti di Riardo (CE) e Sant’A-
               gata De’ Goti (BN), sottoposto al divieto di dimora ed obbligo di presentazione alla p.g. altre
               7 persone in qualità di fiancheggiatori della medesima struttura nonché denunciato in stato
               di libertà ulteriori 22 associati. La disarticolazione dell’organizzazione criminale, in essere dal


          Comando Carabinieri TuTela PaTrimonio CulTurale - analisi oPeraTiva 2011
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