Page 142 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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142 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia CONTRIBUTI
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Denudato l’inganno, in accordo col rappresentante della Soprintendenza, decidemmo che, dal
dì successivo, avremmo cambiato strategia. Ciascuno di noi avrebbe dovuto sorvegliare un solo
trattore, stargli dietro a distanza ravvicinata, non perderlo mai di vista.
Ripreso il lavoro, ci rendemmo subito conto che, inconsapevolmente, ci eravamo infilati nell’in
ferno. Quando, a distanza di tanti anni, quei fatti mi tornano alla mente, penso che fummo dei matti.
Camminavamo, per ore e ore, sotto la canicola del mese di luglio, inciampando tra le zolle e le
pietre dei mulinelli di terra appena squarciata. Su e giù, nei solchi, per centinaia di metri ogni vol
ta. Il sudore mi lavava il volto e mi faceva bruciare gli occhi. Una nuvola di polvere mi avvolgeva
senza tregua. La terra rossa mi penetrava in tutti i pori e trasformava in cioccolato la pelle. Unica
protezione, il fazzoletto di cotone in testa, per non prendermi un accidente. Di tanto in tanto, una
breve pausa, per bere un sorso d’acqua, lasciata al riparo sotto l’albero.
Quando la sera rientravo a casa, ero un autentico “ecce homo”. Senza più sembianze umane.
Sfinito, mi rifugiavo in bagno, mi spogliavo e rimanevo in ammollo a rinfrescare le idee stracotte. Se
fosse vissuta mia madre, sono certo che mi sarei preso le sue sacrosante rampogne.
In uno di quei tormentati andirivieni, un giorno accadde l’imprevedibile. Era di pomeriggio.
Saranno state le ore 16 o le 16:30. Il trattore marciava rumorosamente davanti a me ed io lo seguivo
nel nuvolone rossastro di polvere. La terra scassata dall’acciaio si apriva e si riversava a destra e a
sinistra nel solco profondo, ove procedevo. Sembrava una lunga scia d’acqua, lasciata in mare dal
timone di una barca a motore. Quasi un automa, incedevo a fatica dietro alla perfida macchina. Ad
un tratto, mentre scrutavo la terra in movimento che mi faceva rotolare le zolle sulle scarpe, udii un
rumore tenue, quasi un soffio contratto: splaff!
In contemporanea, mi sembrò di vedere rotolare, dall’alto dei cumuli di terra smossa, verso i
miei piedi, tante palline marroni, tutte di uguale grandezza. Lì per lì, non ci feci caso. Di zolle, di
Fig. 5 – laTiano, Campo di lavoro 1970, organizzato dal Centro di Animazione Culturale di Latiano, in collaborazione col
Movimento Cristiano per la pace. Volontari al lavoro per il diserbamento della muraglia della necropoli messapica di Muro
Tenente. Su gentile concessione del fotoreporter Crocifisso Turrisi.
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