Page 355 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE                                               353



                  Attorno agli anni Quaranta del XIX secolo cessarono gli acquisti di medaglieri, ma non
            per questo la collezione smise di ampliarsi: continuò la pratica di scambi di monete con priva-
            ti e istituzioni pubbliche e diversi esemplari furono donati da privati, come le 50 monete mi-
            lanesi d’oro e d’argento d’età viscontea e sforzesca regalate al museo dal principe Alexander
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            Troubetzkoj, con il quale Lopez era in rapporto da diversi anni ; altri pezzi vennero offerti
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            dalla duchessa di Parma Maria Luigia e altri ancora da persone a lei vicine .
                  Nel 1867 Lopez lasciò la carica di direttore dell’ormai Regio Museo d’Antichità (nel mar-
            zo del 1860, con un plebiscito, anche Parma si era unita al Regno d’Italia di Vittorio Emanue-
            le II di Savoia). Gli successe Luigi Pigorini (1842-1925), suo assistente dal 1858. Dalla metà
            dell’Ottocento le acquisizioni cessarono quasi del tutto. Negli anni successivi il medagliere fu
            accresciuto in modo assai limitato ed essenzialmente tramite scambi o permute di doppioni
            o di esemplari ritenuti di scarsa importanza.
                  Anche nella seconda metà del secolo non mancarono però arrivi di pezzi importanti: nel
            1869 Pigorini comprò dalla casa d’aste di Parigi Rollin & Feuardent il denaro di Carlo Magno
            con la scritta PARM[A] cedendo in cambio la serie delle monete francesi medievali in oro,
            argento, mistura e rame allora esistenti nel medagliere parmense. Il valore complessivo delle
            monete cedute copriva la somma di 738 lire, a fronte della richiesta da parte della casa d’aste
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            di 768 lire e 90 centesimi . Se, da un lato, con questa spregiudicata operazione, Pigorini ri-
            usciva a portare a Parma una delle monete in assoluto più rare di tutta la produzione della
            zecca parmigiana, contemporaneamente depauperava il museo di un consistente quantitativo
            di pezzi tra i quali probabilmente dovevano esserci i 563 denari d’età carolingia rinvenuti nel
            luglio del 1795 in località Guardamiglio e subito dopo depositati presso il Museo d’Antichità
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            di Parma, a quel tempo diretto da Angelo Schenoni .
                  Il 16 novembre dell’anno successivo a Pigorini riusciva anche un altro ‘colpo’: pro-
            curarsi un esemplare del rarissimo denaro ‘vittorino’ scodellato con la scritta S.VICTORIS,
            pubblicato per la prima volta solo pochi decenni primi da Bernard von Koehne e ritenuto es-
            sere la moneta coniata da Federico II durante l’assedio di Parma del 1247-1248. L’esemplare
            proveniva dalla raccolta del collezionista e studioso novarese Carlo Morbio (1811-1881) e fu
            scambiato con una «croce d’oro, longobarda, del peso di grammi 4,03, rinvenuta in Parma
            l’anno 1845, nello scavare le fondamenta del Nuovo Palazzo degli Studi» . Per il momento
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            il ‘vittorino’ scodellato comprato da Pigorini non è ancora stato rintracciato nelle collezioni
            del museo.
                  L’arrivo in museo della moneta di Carlo Magno completava quella che allora era forse
            la serie più importante di tutta la raccolta: quella della zecca di Parma. L’entità attuale di mo-
            nete della zecca parmigiana è di poco meno di 500 esemplari, seconda solamente alla serie
            delle monete della zecca di Roma, che conta 626 pezzi (supra). Tuttavia a fine Ottocento la
            sua consistenza era ben maggiore e comprendeva numerose monete d’oro rarissime oggi non
            più presenti perché rubate nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1933. Il senatore del Regno
            Giovanni Mariotti (1850-1935) , già direttore dell’istituzione museale parmigiana e in quel
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            momento conservatore onorario del Regio Museo di Antichità di Parma, rientrato urgente-
            mente da Roma dopo il furto stilò l’elenco di quanto era stato trafugato:
                    – 45 monete d’oro e tre d’argento della zecca di Parma;

                    – 23 monete d’oro della zecca di Piacenza;
                    – 1 moneta d’oro di Federico Landi;
                    – 1 moneta d’oro dei principi Meli-Lupi di Soragna;
                    – 16 medaglie d’oro di duchi di Parma;

                    – 4 o 5 decorazioni d’oro conferite dalla duchessa Maria Luigia;
                    – 14 medaglie d’oro di parmigiani illustri e di deputati parmigiani;
                    – 4 medaglie d’oro conferite come premio a istituti parmigiani;

                    – 5  distintivi d’oro e un numero non precisato in argento dorato di cariche o di cor-
                        porazioni di Parma.



            MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA                                          M. Bazzini
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