Page 357 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 355
Oggi il numero di monete d’oro medievali e moderne di zecche italiane è il seguente :
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ZECCHE N. ZECCHE N.
Benevento 6 Palermo 2 99
Bologna 9 Parma 1
Brindisi 1 Pavia 2 100
Cagliari 2 Piacenza 8
Camerino 1 Piombino 8
Casale 1
Reggio Emilia 1
Correggio 1
Salerno 1 101
Firenze 5 97
Savoia 5 102
Genova 14
Siena 3
Lucca 3
Torino 1 103
Mantova 2
Tremissi barbarizzati 2 104
Messina 2 98
Milano 10 Urbino 1
Mirandola 1 Venezia 29
Modena 4 Spagna 3 105
Napoli 2 Da identificare 1 106
La differenza tra le monete d’oro registrate al tempo di Lopez e Pigorini e quelle pre-
senti oggi è drammatica. Tolti i pezzi rubati nel 1933 e ammettendo che qualche isolato
esemplare possa essere stato fatto oggetto di scambio — come avvenuto per esempio con
lo ‘zecchino’ di Soragna (supra) — viene da chiedersi se questa diversità non possa essere
dovuta ad altri furti verificatisi successivamente a quello del ’33, non registrati o di cui si è
persa memoria.
Sotto la voce «Borgotaro», Lopez elenca una moneta in argento per Sinibaldo Fieschi,
una in oro, sette in argento e otto in mistura per Federico Landi, due in mistura per Ferdinan-
do Landi (?) e un’altra in mistura per un’autorità indeterminata. Di alcune di queste si può
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vedere il disegno nel testo di Pigorini del 1863 dedicato alle monete dei Landi . La moneta
d’oro fu rubata nel 1933 (supra), ma finora nessuna delle altre è stata rintracciata.
La collezione di monete della zecca di Parma
1. LA zECCA DI PARMA, BREVE INqUADRAMENTO STORICO
Non sono note monete di Parma precedenti il periodo carolingio. Al re Carlo Magno e
alla zecca di Parma sono stati attribuiti un tremisse stellato e due tipologie di denari leggeri .
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Non è ancora chiaro se si tratti di emissioni effettuate in una zecca cittadina oppure in un’of-
ficina palatina, o se siano coniazioni ‘itineranti’, realizzate da maestranze che si spostavano al
seguito del sovrano franco. Un terzo tipo di denaro carolingio, in passato attribuito anch’esso
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a Parma, è oggi assegnato alla città di Verdun (Francia) .
Non sono note altre monete attribuibili a Parma prima del XIII secolo e il denaro che
Muratori assegnò a Corrado II il Salico (1027-1039) e alla zecca di Parma si deve ritenere
inesistente e frutto di un’errata lettura, quando non un vero e proprio falso.
Un documento della primavera del 1207, attesta la circolazione di parmexanis e con-
ferma indirettamente l’apertura della zecca, avvenuta probabilmente non molto tempo prima.
Non è chiaro di quali monete si tratti. A partire da Affò si sono indicate come prime emissioni
i denari parvi emessi a nome di re Filippo di Svevia (1198-1208). Solo in seguito sarebbero
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

