Page 361 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 361
Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 359
– Dal maggio 1523 al 1526, Paolo Antonio Aiani fu il locatario della zecca, ma zecchiere e incisore
125
fu Giovan Francesco Bonzagni .
– Dal giugno 1538 al maggio 1540 fu zecchiere Costanzo da Perego.
– Dal 14 giugno 1540 alla fine di luglio/inizio agosto 1540 fu zecchiere Gian Francesco Bonomo. Il
Bonomo fu incarcerato e la zecca venne chiusa, ma dalla lista della punzoneria che nel 1554 egli vendette
a Angelo Fraschini sembra certo che in quel breve periodo l’officina abbia lavorato.
– Dal 16 marzo 1544 alla metà del 1545 fu zecchiere Jacopo Antonio Bistocchi ma molto probabil-
mente non ebbe il tempo di attivare la zecca ed emettere moneta .
126
– Nei primi mesi del 1546 Pier Luigi Farnese nominò «Mastro Lione Aretino» (Leone Leoni) «Mae-
stro generale de le Stampe delle Zecche del Ducato», ma è ormai certo che tra questa data e la morte di Pier
Luigi la zecca di Parma non coniò monete.
– Dalla metà (?) del 1550 alla metà del 1552 la zecca fu appaltata a Niccolò Leoni da Zagabria (o
Gazabria?) e Girolamo della Penna detto Pennone, soci. L’incisore dei conî fu «Jo. Bonzagno». Probabilmen-
te si tratta di Giovan Federico Bonzagni (ma potrebbe anche trattarsi del fratello Giovan Giacomo), figlio
di Giovan Francesco Bonzagni.
– Dal primo settembre 1552, per un periodo di due anni, fu zecchiere Angelo di Niccolò Fraschi-
ni. Nel 1553 Pastorino di Giovan Michele de’ Pastorini incise i conî di alcune monete mentre altri punzoni
furono realizzati da suo nipote Jacopo (o Giacomo).
– Dalla fine (?) del 1554 all’agosto (?) 1555 fu zecchiere Bardo Bardi, che venne però incarcerato
nel settembre 1555.
– Il 9 giugno 1556, con decorrenza dal 15 maggio precedente, si diede in appalto la zecca a Gian
Antonio Signoretti. Il Signoretti rinunciò probabilmente all’incarico verso la metà del 1557 e gli subentrò,
forse immediatamente dopo le sue dimissioni o forse all’inizio dell’anno successivo, lo zecchiere Girolamo
Cevoli il quale forse condusse la zecca fino alla fine di agosto 1558. Questo Cevoli è lo stesso Girolamo
Ceuli, pisano, che dal 1528 al 1566 ottenne più volte l’appalto della zecca di Roma. In questo periodo la
zecca di Parma fu probabilmente gestita direttamente dalla Camera ducale nella persona di Pietro Cevoli,
tesoriere del duca Ottavio. A lui e non ad Alessandro Cesati (infra) va verosimilmente riferita la sigla CT
che si trova incisa sulle monete del biennio 1557-1558 (Ceuoli thesaurarius?).
– Dall’ottobre 1557, Alessandro Cesati detto ‘il Grechetto’ risulta stipendiato come incisore. Cesati
tenne l’incarico fino a tutto settembre 1559 ma oggi non è chiaro quali monete gli si debbano attribuire.
Per lo stile grossolano e approssimativo che le contraddistingue, a mio parere non è possibile assegnare al
Cesati le parpagliole con busto e stemma caratterizzate dalla sigla CT, come invece vuole una certa tradi-
zione numismatica e di storici dell’arte (cfr. cat. nn. 86-92). Mi pare invece più plausibile attribuire all’artista
cipriota la mezza lira con lo stemma da un lato e il Redentore che incorona la Vergine dall’altro, con una
piccola testa di cherubino nell’esergo (cat. n. 80) (fig. 25), i / 3 di paolo con la figura di sant’Ilario sul dritto
2
e lo scudo ovale sormontato da una testa di cherubino al rovescio (cat. n. 81) (fig. 26), e la parpagliola con
lo stemma farnesiano e il busto mitrato di sant’Ilario volto a destra (cat. nn. 93-94) (fig. 27): monete parti-
colarmente raffinate, con raffigurazioni stilisticamente molto curate nelle forme ed eleganti nell’incisione.
– Dal 1559 al 1561 fu nuovamente zecchiere Gian Antonio Signoretti.
– Tra il 1561 ed il 1573 operò forse uno zecchiere oggi sconosciuto che siglava le proprie monete
con una M e una A in legatura sormontate da una croce (si veda cat. n. 96) .
127
– Dall’aprile 1573 alla fine del 1576 fu zecchiere Pellegrino Carretta.
– Dal 1 gennaio 1577 fu zecchiere Lelio Scaioli, ma il contratto d’appalto venne perfezionato so-
lamente in data 22 aprile. Lo Scaioli tenne la zecca fino a non oltre la metà del 1582. Forse già alla fine
dell’anno precedente non era più zecchiere
– Dal settembre 1587 al 1588 (?), lo zecchiere fu ancora Lelio Scaioli e l’incisore dei conî Andrea
Casalino.
– Nel 1588 fu forse attivo uno zecchiere che contrassegnava le proprie monete con la sigla PS.
Alcuni studiosi hanno ritenuto si trattasse di un parente di Lelio Scaioli, mentre secondo altri le due lettere
sarebbero le iniziali di Paolo Scarpa, conduttore della zecca dal 1596. La conduzione di Paolo Scarpa è
effettivamente documentata a partire dal 1596 ma non vi è nulla che impedisca di pensare che lo Scarpa
possa aver preso in gestione la zecca più volte: una prima volta a partire dal 1588 fino al 1591 e una se-
conda volta dal 1596 al 1601.
128
– Affò illustra un doppio ducatone con la rappresentazione della cittadella di Parma e sigla AC .
Non è chiaro a chi appartenga questa sigla. Secondo lo stesso Affò potrebbero essere le iniziali dell’incisore
Andrea Casalino, già incisore dei conî per Lelio Scaioli e ancora in attività all’inizio degli anni ’90 . La sigla
129
potrebbero però anche appartenere allo zecchiere piacentino Antonio Costino. In questo caso la moneta,
della quale si sono perse le tracce, sarebbe stata battuta nella zecca di Piacenza.
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

