Page 362 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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                     – Il 12 maggio 1594 la zecca fu data in appalto a Pier Maria Gazzaniga.
                     – Dal 26 ottobre 1595 al febbraio 1596 (?) fu zecchiere Michele Guardini.
                     – Dal marzo 1596 fu zecchiere Paolo Scarpa; non è nota la data di cessazione della locazione dello
             Scarpa (fine 1601?). Incisore dei conî durante le locazioni Scaioli, Gazzaniga, Guardini e Scarpa fu Smeraldo
             Smeraldi.
                     – Dall’8 febbraio 1602 all’ottobre/novembre del 1606 la zecca venne data in appalto a Paolo
             Selvatico.
                     – Dal 6 gennaio 1614 al 1617 (?) furono zecchieri Agostino Rivarola (o Rivarolo) e Gianfrancesco
             Ferrari, soci. Le coniazioni ebbero inizio non prima della metà del luglio 1614.
                     – Il 6 gennaio 1617 il tesoriere generale del duca avviò le pratiche per appaltare la zecca a Paolo
             Silvanelli e a Giovanni Dansoan Manrique de l’Ara, soci. Nonostante la disponibilità dei due zecchieri, il
             contratto non venne perfezionato.
                     – Dall’aprile/maggio (?) del 1618 al febbraio/marzo (?) 1624 lo zecchiere fu Magno di Giovanni
             Lippi, affiancato dal 1620/21 da Luca Xell. Incisore di alcune monete fu Gaspare Mola.
                     – Dall’aprile (?) 1624 fin verso la fine del 1637 la zecca fu appaltata ad Agostino Aguani.
                     – Dagli ultimi mesi del 1637 Vincenzo Caccialupi ebbe l’appalto della zecca, affiancato da Agostino
             Aguani fino all’aprile/maggio del 1638. Dopo questa data il Caccialupi rimase unico locatario, ma non è
             noto fino a quando egli mantenne la locazione. Dal 1640 al 1643 la zecca fu probabilmente chiusa.
                     – Dal gennaio 1644 fino a poco dopo la metà dello stesso anno lo zecchiere fu Giovan Francesco
             Manfredi, il quale prese contemporaneamente in appalto le zecche di Parma e di Piacenza. A Piacenza co-
             niò anche le monete per Parma, la cui zecca rimase chiusa. Nell’agosto del 1644 il Manfredi fu incarcerato.
                     – Nel 1646 risulta essere zecchiere Elia Tiseo, ma la data di inizio della sua locazione è sconosciuta.
                     – Dal 1 gennaio 1648 al giugno 1655 la zecca venne affittata nuovamente ad Elia Tiseo. L’incisore
             dei conî fu Giovanni Novati di Piacenza. Nel 1653 fu richiesto al fratello del Novati (di cui non mi è noto il
             nome) di incidere i conî per una moneta dal valore del testone.
                     – Dal luglio 1655 alla fine dell’ottobre 1661 i conduttori della zecca furono Alessandro Rossi e
             Silvestro Pesci, soci. Giovanni Gualtieri ebbe la mansione di coniatore e incisore dei conî.
                     – Dal 9 dicembre 1671 all’11 luglio 1679, fu zecchiere Salvatore Tiseo. La zecca riprese però a
             funzionare solo alla fine del febbraio successivo. L’incarico di «cuniatore di zecca» fu affidato a Giovanni
             Gualtieri che risulta ricoprire la stessa funzione tra il 1684 ed il 1685, nonostante in quel momento la zecca
             di Parma fosse senz’altro inattiva. Le monete di Parma con millesimi 1684 e 1685 furono coniate dal Gual-
             tieri nella zecca di Piacenza, al quale era stata affittata nel 1683.
                     – Il 20 febbraio 1692 Giovanni Gualtieri ottenne la locazione della zecca di Parma e nel 1695 fu
             confermato zecchiere. Tuttavia, le monete furono ancora coniate nella zecca di Piacenza. Nel 1696 la zecca
             di Parma venne riaperta, dopo 17 anni di inattività, per battere sesini. Il Gualtieri forse tenne la zecca fino
             al 1698, ma non è chiaro quali monete possa aver coniato. Il contratto di appalto gli fu rinnovato il 29 aprile
             1702, con validità triennale.
                     – Tra il gennaio 1702 e l’agosto 1703 Antonio Camozzi ed il figlio Francesco Maria coniarono mo-
             nete da venti soldi per Parma nella zecca di Piacenza, della quale erano i locatari.
                     – Nel 1708 la zecca fu affittata ai fratelli Gualtiero ed Ercole Gualtieri, unicamente per coniare sesini.
                     – Nel 1725 la zecca fu appaltata ai fratelli Gualtieri in società con Francesco Botti, ma le coniazioni
             iniziarono solamente nel 1728. I Gualtieri furono anche gli incisori dei conî da loro usati. Non è nota la
             durata del contratto di locazione.
                     – Giuseppe Zocchi fu l’appaltatore della zecca piacentina per il periodo 1722 1725 e tra il 17 giu-
             gno 1724 ed il 28 maggio 1725 coniò a Piacenza monete da venti soldi per Parma.
                     – Carlo Tinelli subentrò allo Zocchi nella conduzione dell’officina monetaria piacentina. A Piacen-
             za, tra il 15 ottobre 1725 e il 22 settembre 1727 e ancora tra il 17 novembre 1727 ed il 18 febbraio 1729, il
             Tinelli coniò anch’egli monete da venti soldi per Parma.
                     – Nel febbraio 1751 Michel Dubois Chateleraux, già incisore ducale di sigilli, fu nominato diretto-
             re generale delle zecche di Parma e Piacenza. Secondo Lopez si sarebbe trattato di una carica puramente
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             onorifica . Sono del Dubois i conî per le monete di Filippo di Borbone coniate in pochi esemplari di prova
             nella zecca di Venezia nel 1755/56.
                     – Nel 1776 Angelo Carrara successe al Dubois come intagliatore di sigilli e a lui si devono i conî
             per le prove dei sesini coniati a Venezia nel 1781; suoi anche i conî per i sesini coniati a Parma con il mil-
             lesimo 1783 e 1784.



             MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA                                          M. Bazzini
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