Page 357 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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serita nel 2011 ad integrazione dell’Accordo siglato tra Italia e Stati Uniti nel 2001. Si tratta del
Memorandum of Understanding (MoU), concernente l’imposizione di restrizioni all’importazione
(negli Stati Uniti) di categorie di materiali archeologici appartenenti al patrimonio culturale italia-
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no e risalenti ai periodi pre-classico, classico e della Roma imperiale . Tra questi reperti, i mate-
riali numismatici sono stati oggetto di una prima relazione preliminare (e di una prima trattativa),
comprendente le principali emissioni monetali antiche la cui circolazione in epoca antica è preva-
lentemente attestata nelle aree coincidenti con l’attuale territorio italiano e pertanto riconducibili
con sufficiente, pur se relativa, sicurezza al patrimonio culturale del nostro Paese.
Nel mese di agosto 2010 è stata proposta ufficialmente la prima lista dei materiali numismatici
riconducibili al patrimonio italiano, arricchita con tipologie ed emissioni monetali, premonetali e
paramonetali. L’elenco delle varie tipologie è stato documentato sulla base dei dati offerti dai rinve-
nimenti e dalle rispettive carte di distribuzione e da foto digitali di esemplari in gran parte conser-
vati in musei archeologici statali.
La lista ufficiale delle tipologie allegata al Memorandum (MoU) comprende sei categorie elen-
cate nel documento ufficiale del Governo Federale. Tra i materiali premonetali, figurano l’aes rude
(fig. 10) e l’aes signatum; tra quelli monetali, l’aes grave coniato (fig. 10); le monete di zecche itali-
che e quelle romano repubblicane; le monete coloniali romane (di zecca italica, sarda e siciliana);
monete greche emesse da zecche magno-greche e siciliane, fuse o coniate in oro, argento e bronzo.
Si tratta di un documento utile come base per elaborare specifiche linee guida e direttive per la
tutela dei beni numismatici sul territorio nazionale. Tra le monete antiche sottoposte alle previsioni
del Codice le tipologie indicate nella Designated List del MoU rappresentano, nella storia della tu-
tela, le prime indicazioni precise a proposito di beni numismatici di interesse archeologico, anche
se inserite all’interno di un accordo internazionale che dovrà essere attuato nel quinquennio e che
è stato oggetto di un negoziato.
4. L’uso del metal detector in aree arche-
ologiche e l’impossessamento illecito di
beni numismatici di interesse archeolo-
gico
In questi ultimi anni, l’urgenza di dedicare
un’attenzione particolare alla tutela del patrimo-
nio numismatico di interesse archeologico, carat-
terizzato da evidenti specificità, è stata ribadita con
crescente preoccupazione non solo negli ambienti
FiG. 9 – muSeo arCheoloGiCo nazionale di Par- istituzionali ed accademici in occasione di appositi
ma, Medagliere. Frammento di aes rude convegni ma anche sui social network e sui forum
in lega di rame, VI-V sec. a.C., da Fraore privati da parte di moltissimi cittadini sia singoli che
(PR). © SBAER. associati, tutti interessati al collezionismo numisma-
tico e desiderosi di riferimenti normativi ed istitu-
FiG. 10 – muSeo arCheoloGiCo nazionale di Parma, Medagliere. Aes grave in bronzo, zecca di Luceria, 314-286 a.C. © SBAER.
Beni numismatici di interesse archeologico in italia S. Pennestrì

