Page 346 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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allo Stato, onde va apprezzata la loro restituzione alla competente Soprintendenza, non essendo
conferente (salvo rare eccezioni) ogni provvedimento ablativo. E semmai il bene appartenesse a
persona estranea al reato, costui deve dare prova e del suo titolo e della sua condotta che deve
essere esente da ogni negligenza, proprio perché la normativa violata risulta posta a tutela di bene
extra-commercium e addirittura costituzionalmente protetto.
In altri termini il privato possessore deve essere in grado, in ogni suo rapporto con il bene, di
dare precisa contezza in ordine alla provenienza, luogo di origine, contesto e datazione dei reperti
archeologici posseduti (il c.d. “clean bill of health” per questo tipo di beni culturali, tra i quali ov-
viamente possono essere annoverate le monete aventi tale valore).
7. Conclusioni
Si concludono qui questi appunti, forse disorganici, ma che vogliono contribuire da un lato ad
un esame sereno di alcuni degli strumenti di lotta da utilizzare avverso un fenomeno assai vasto
ed incancrenitosi; e dall’altro porre il lettore nelle condizioni di essere consapevole dei rischi che
si corrono negli acquisti -quando sconsiderati- di monete e segnatamente di quelle aventi valore
archeologico.
Riguardo al complessivo commercio, va detto che è tempo di sollecitare da un lato un interven-
to politico ad ogni livello ad iniziare da quello internazionale, non tralasciando però riforme interne
oramai assolutamente ineludibili. Ma nel frattempo e senza alcuna disperazione -che pure potrebbe
essere alimentata da passate considerazioni- trovare nell’abbondante, scoordinata e vetusta legisla-
zione i mezzi di volta in volta più idonei.
Allo stesso modo si deve operare nelle scelte amministrative ed economiche, privilegiando
quelle che con maggiore efficacia possano essere di freno, sia con riferimento agli illeciti ed ai feno-
meni criminali sopra in sintesi segnalati; ma anche quelle misure da adottare per fronteggiare situa-
zioni di mera disorganizzazione, al riguardo sfruttando appieno le nuove tecnologie fotografiche e
di catalogazione, sicché potrebbe non risultare difficile trovare dei momenti di cooperazione anche
nel privato e nei settori ad esso collegati. Solo allora ad esempio non spaventerà più il numero delle
monete da fotografare, da censire, da custodire. E la delinquenza di settore vedrà diminuita la sua
possibilità di investire in un mercato che a dir poco è grigio, con tutte le opportunità e sfumature
offerte da tale colorazione.
E neppure vale la pena di impegnarsi in campagne di educazione, laddove, al primo contatto
con la Pubblica Amministrazione, il cittadino si venga a trovare esposto a lungaggini e ad iter buro-
cratici complessi ed onerosi che gli consigliano piuttosto ogni altra sorta di sotterfugi.
Con una più efficiente Amministrazione si potrebbe anche ripensare quella pratica discutibile
sotto molti profili normativi (anche di ordine penale) che vede raccogliere denunce di possesso
di materiale archeologico, lasciato nella “custodia” del privato (meglio sarebbe parlare di possesso
quasi perenne di costui), senza alcuna immediata verifica della legittimità di tale detenzione; e tutto
ciò solo per la paura che il cittadino meno disonesto di altri finisca per occultare definitivamente e
totalmente ogni bene culturale.
Paolo GiorGio Ferri
aBBreviazioni BiBlioGraFiChe
Brodie N. 2009, Academic Facilitation of the antiquities market, in International Meeting on Illicit Traffic,
pp. 103-111.
International Meeting on Illicit Traffic of Cultural Property, a cura di J. PaPadoPouloS, e. Proietti, Rome 16/17
december 2009.
Appunti sullA tutelA delle monete Aventi vAlore culturAle P. G. Ferri

