Page 350 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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BENI NUMISMATICI DI INTERESSE ARCHEOLOGICO IN ITALIA.
RIFERIMENTI NORMATIVI E PRASSI
DELLA TUTELA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE
Un’indagine sui beni archeologici coordinata da Massimo Pallottino e pubblicata nel 1967 con-
cludeva che “nella prassi italiana della tutela l’indeterminatezza (…) resta percebile e non risolta,
con conseguenze soventi assai gravi nell’ordine pratico” . La tutela delle “cose d’interesse numisma-
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tico” nello Stato unitario è stata di fatto caratterizzata sin dai suoi albori da una genericità, o meglio
da un equivoco di fondo, che ha lasciato per lungo tempo indefiniti gli ambiti terminologici, e di
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riflesso scientifici e pragmatici tracciati dalla sua primitiva formulazione normativa .
Nell’articolo 1 della prima legge n. 364 del 1909 (fig. 1), le “cose d’interesse numismatico”
sono infatti comprese in un gruppo speciale di oggetti che si ritiene particolarmente bisognoso di
protezione: “ tra le cose mobili sono pure compresi i codici, gli antichi manoscritti, gli incunabuli,
le stampe e incisioni rare e di pregio e le cose d’interesse numismatico”. La precisazione viene col-
locata dopo l’elencazione delle quattro principali categorie di oggetti sottoposti alla tutela statale
che il legislatore individua in estrema sintesi e cioè le “cose immobili e mobili che abbiano interesse
storico, archeologico, paletnologico o artistico”, alle quali più in generale possono ricondursi rispet-
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tivamente tutte le tipologie di oggetti sottoposti alla tutela, anche quelle “speciali” .
La menzione separata di questi raggruppamenti di oggetti ha creato un (apparente) divario tra
le principali o maggiori categorie e le categorie speciali o minori, ha contribuito a distinguerle, e a
separarle di fatto sino ad oggi, su un piano
concettuale, giuridico e pragmatico. Que-
sta distinzione tra cose d’interesse storico,
archeologico, paletnologico o artistico” e
“cose di interesse numismatico” ha certa-
mente complicato la prassi della tutela e
ha inoltre spesso favorito fraintendimenti e
indicazioni fuorvianti . Indicazioni prove-
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nienti anche da quegli ambienti scientifici
più qualificati che in un clima di riflessione
e di rinnovamento delle leggi di tutela ve-
nivano coinvolti negli anni di poco prece-
denti la nascita nel 1974 del Ministero per
i beni culturali.
Testimonianza esemplare di questa
“separazione” concettuale, che si riflette
sul piano pragmatico-istituzionale, sono
le indagini, svolte tra il 1964 e il 1967
dalla Commissione d’indagine per la tu-
tela e la valorizzazione del patrimonio
storico, archeologico, artistico e del pae-
saggio, nota come Commissione France-
schini (fig. 2), che ha comunque avuto il FiG. 1 – C. mezzana, La Legislazione delle Belle Arti e delle
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merito di offrire (per la prima volta) una Antichità. Presupposti teorici, vicende storiche, esame cri-
serie di indicazioni concrete e puntuali tico, Roma 1913 (frontespizio).
Beni numismatici di interesse archeologico in italia S. Pennestrì

