Page 370 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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368 Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE
Affò ritenne che le monete con la sigla LS fossero da attribuire alla locazione di Lelio
Scaioli (1587-1588) (supra) e dunque che fossero state coniate durante il periodo del duca
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Alessandro . Bellesia pensa invece che questa sigla sia stata utilizzata da Paolo Selvatico (zec-
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chiere dal 1602 al 1606) e che le monete in questione siano state emesse sotto Ranuccio I .
Anche l’attribuzione della sigla PS è controversa. Per Affò sarebbero le iniziali di un
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parente dello Scaioli che nel 1588 gli subentrò nella conduzione della zecca . Bellesia crede
invece che sia l’acronimo di Paolo Scarpa (conduttore della zecca dal 1596 al 1602) e spiega
l’esistenza di monete con sigla PS e millesimo 1588 con il riutilizzo di vecchi conî . Fusco-
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ni e Crocicchio, a loro volta, riprendono un’ipotesi formulata da Lopez e ipotizzano che nel
1588 lo Scarpa si sia associato a Lelio Scaioli nella conduzione della zecca e abbia battuto
moneta con le sue iniziali. Questa prima esperienza come locatario gli avrebbe consentito di
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riottenere la gestione dell’officina monetaria nel 1596 . L’ipotesi di Fusconi e Crocicchio, di
una doppia locazione da parte dello Scarpa, mi pare accettabile e ha dei precedenti nelle due
conduzioni di Angelo Signoretti del 1556-1557 e del 1559-1561 e in quelle esercitate dallo
Scaioli, la prima dal 1577 al 1582 e la seconda dal 1587 al 1588.
Nel catalogo ho cercato di stabilire una sequenza cronologica per i cavallotti con il bu-
sto di Alessandro Farnese da un lato e il torello tra i gigli dall’altro (nn. 128-144). Per la sua
realizzazione mi sono basato su una precedente classificazione fatta da Bellesia, rivedendola
in alcuni punti. In particolare, mi sono convinto che la sigla LS, che Bellesia attribuisce esclu-
sivamente allo zecchiere Luodovico Selvatico (1602-1606), possa invece essere stata usata
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anche da Lelio Scaioli durante la locazione del 1587-1588 . Alcuni esemplari (cfr. cat. nn.
128-130) sembrano possedere un fino piuttosto elevato, mentre altri, sempre con la medesi-
ma sigla, almeno apparentemente appaiono di lega molto più bassa (cfr. cat. n. 136). I primi
apparterrebbero allo Scaioli, mentre i secondi, forse realizzati in parte con gli stessi conî del
precedente zecchiere, furono emessi da Paolo e Ludovico Selvatico durante la loro locazione.
In alcuni esemplari con sigla PS è particolarmente evidente il progressivo peggioramento del
titolo dei cavallotti; ho pertanto preferito assegnare i cavallotti con fino migliore alla prima
locazione dello Scarpa e quelli di lega più scadente alla seconda (cfr. cat. n. 131 e nn. 134-135).
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Alessandro morì nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1592 ad Arras . I cavallotti emessi
con il suo nome e la sua effige dopo questa data furono battuti da Ranuccio I e in piccola
parte anche da Odoardo Farnese.
Tra la prima e la seconda conduzione dello zecchiere Paolo Scarpa si ebbero le loca-
zioni di Pier Maria Gazzaniga (dal maggio 1594 alla metà del 1595?) e di Michele Guardini
(dall’ottobre 1595 al febbraio 1596?). Al primo ho attribuito i cavallotti che hanno come sigla
un giglio tra due rosette, che Bellesia assegna invece a Ludovico Selvatico . Nella collezione
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numismatica del Museo Civico Archeologico di Bologna è presente un cavallotto di buona
lega con questi segni, ribattuto su un altro con sigla LS . Altri esemplari, con le medesime
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iniziali, hanno invece il contorno esterno cordonato, lo stesso che si riscontra su un cavallotto
e su una su una parpagliola con busto giovanile attribuibili a Lelio Scaioli (cfr. cat. nn. 129
e 147). Altri ancora presentano un giglio dietro la nuca del duca, come nei cavallotti coniati
durante la locazione di Michele Guardini (cat. n. 133) .
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Sono noti cavallotti anche con le iniziali di altri zecchieri: Agostino Rivarola e Gianfrance-
sco Ferrari (sigla AR) (dal 1614 al 1617) (cat. n. 137), Magno di Giovanni Lippi (sigla ML) (dal
1618/1620 a circa la metà del 1621) (cat. n. 138-140), Agostino Aguani (sigla AA) (dal 1624 al
1637). Alcuni esemplari furono prodotti con i conî rotanti e vanno assegnati alla conduzione
di Magno Lippi associato a Luca Xell (dal 1620/21 all’inizio, forse, del 1624) (cat. nn. 141-143).
Quando, nel 1620 o nel ’21, il Lippi si associò con lo Xell, quest’ultimo era zecchiere a Guastalla
dove utilizzava già da tempo rulli rotanti o oscillanti e, forse, presse idrauliche. Le monete par-
migiane coniate con questa tecnologia (cavallotti a nome di Alessandro Farnese ma anche du-
catoni di Odoardo con data 1623) potrebbero quindi essere state battute nella zecca Guastalla
utilizzando attrezzature là presenti (infra). Si tratta comunque di un’ipotesi che andrebbe ulte-
riormente approfondita e che al momento non trova riscontri documentari (ma si veda infra).
Un’ultima serie di cavallotti reca come segno identificativo una stella a sei punte tra
due globetti (cat. n. 144). La stella a sei punte si trova anche sopra alcune parpagliole con il
busto di Alessandro Farnese maturo e barbuto (cat. n. 152). Non sono in grado di stabilire con
MONETE MEDIEVALI E MODERNE E zECCA DI PARMA M. Bazzini

